La Germania è un paese che attira studenti universitari da tutto il mondo. Circa 240 000 stranieri studiano presso un istituto universitario tedesco, il 70 per cento più che nel 1995. Più di uno studente su dieci proviene oramai dall’estero, la maggior parte dalla Cina e dalla Russia. Dopo gli USA e la Gran Bretagna, la Germania è uno dei più importanti paesi ospitanti di studenti da tutto il mondo. Circa 25 000 scienziati stranieri lavorano inoltre come collaboratori nelle università tedesche e altri 23 000 ricevono sussidi da enti promotori tedeschi.
Questo successo nell’internazionalizzazione del panorama scientifico tedesco si deve agli sforzi comuni di università, istituti di ricerca e politica. Lo scambio internazionale di studenti, dottorandi e ricercatori viene sovvenzionato con progetti mirati, borse di studio e sussidi di promozione. Accompagnano queste misure alcuni programmi concepiti per migliorare la riuscita dello studio e l’integrazione sociale di studenti stranieri. Le università tedesche si fanno conoscere in tutto il mondo per attirare studenti e giovani ricercatori. A ciò contribuiscono anche le scuole tedesche all’estero, le cooperazioni di università tedesche con università straniere – tra l’altro a Singapore (TU Monaco), al Cairo (università di Ulm e Stoccarda) e a Seoul (Accademia musicale di Weimar) – e il numero crescente di sedi distaccate di università tedesche all’estero. Responsabile di tali iniziative di cooperazione con l’estero è spesso il DAAD, il Servizio tedesco di scambi accademici, che ha collaborato anche all’istituzione di parecchie centinaia di corsi in una lingua straniera (per lo più in inglese) nelle università tedesche.
Anche La Fondazione Alexander von Humboldt è uno dei più importanti enti promotori di cooperazioni scientifiche internazionali. Con l’«Iniziativa della politica estera per la ricerca», avviata nel 2009, il Ministero degli Affari Esteri ha potenziato gli strumenti a disposizione per la promozione degli scambi scientifici, ampliandoli con nuove misure per migliorare ulteriormente i contatti internazionali della scienza e della ricerca tedesca: nuove sedi tedesche della ricerca e dell’innovazione all’estero aumentano la visibilità della ricerca tedesca. Grazie alla collaborazione di università tedesche e istituzioni partner all’estero vengono fondati centri di eccellenza della ricerca e dell’insegnamento. È stata inoltre sviluppata l’offerta di borse di studio per studenti internazionali e la possibilità di imparare il tedesco in tutto il mondo.
Dal 2010 i corsi di studio presso le università tedesche si sono adeguati quasi completamente ai diplomi di bachelor e master, validi in tutto il mondo. Così è previsto nella «dichiarazione di Bologna», firmata dai paesi europei. Questa misura non servirà solo a facilitare lo scambio di studenti all’interno del continente, bensì anche a rendere l’Europa più interessante per accademici internazionali.
Ciò che è da tempo un fatto normale negli istituti superiori d’arte e di musica, sarà sempre più spesso prassi anche nelle altre università. Fino a poco tempo fa solo una piccola parte delle facoltà si sceglieva i propri studenti. Nelle facoltà con numerus clausus, che a livello nazionale sono attualmente medicina, farmacia, psicologia, veterinaria e dentistica, un ufficio centrale ripartisce i posti di studio tra le università. Ma sempre più università emettono delle limitazioni per facoltà specifiche e sfruttano la possibilità di sottoporre i candidati a test attitudinali o a colloqui di selezione.
Nel 2005 un verdetto della Corte costituzionale federale ha fatto cadere un altro tabù: l’esenzione dalle tasse di studio. Fino allora in Germania lo Stato sosteneva (quasi) da solo le spese dell’istruzione superiore. Ora cinque Länder applicano fin dal primo semestre delle tasse universitarie, che nel confronto internazionale sono relativamente moderate. Studenti fuori corso o studenti che affrontano un secondo piano di studi devono pagare le tasse universitarie anche negli altri Länder.