Negli anni sessanta del XIX secolo maturò anche in Germania la decisione di preferire l’unità alla libertà. Questo fu il risultato di quella «rivoluzione dall’alto» con cui il presidente dei ministri prussiano Ottone von Bismarck affrontò a suo modo la questione tedesca. Egli risolse il problema del potere interno con il conflitto costituzionale prussiano degli anni 1862–1866, privilegiando il potere esecutivo rispetto a quello del Parlamento; sul piano internazionale il problema del potere venne deciso con la guerra del 1866, favorendo la soluzione di una piccola Germania, ovvero escludendo l’Austria, e con la guerra franco-tedesca del 1870–71 contro la potenza che fino ad allora aveva posto un veto contro la costituzione di uno Stato nazionale tedesco: la Francia di Napoleone III.
Era stato così raggiunto uno degli obiettivi della Rivoluzione di marzo del 1848: l’unità. La richiesta di libertà, invece, se con libertà si intendeva un governo responsabile soprattutto di fronte al Parlamento, rimase inappagata. Bismarck, d’altronde, non avrebbe potuto risolvere il problema della libertà secondo i desideri dei liberali neppure se ne avesse avuto l’intenzione: una parlamentarizzazione non contravveniva solo agli elementari interessi della classe dirigente della vecchia Prussia, della sua dinastia, del suo esercito, dei suoi aristocratici terrieri e dei suoi alti funzionari. Essa andava anche contro gli interessi degli altri Stati tedeschi, a partire dalla Baviera, dalla Sassonia e dal Württemberg. Nel Bundesrat (Consiglio Federale) essi avevano in mano una parte essenziale del potere esecutivo del Reich Tedesco e non volevano rinunciarvi a favore del Reichstag.
Il Reichstag veniva eletto in base al suffragio universale e uguale per uomini che avevano compiuto il 25.mo anno di età. Ciò rispondeva alle disposizioni della Costituzione del Reich del 1849, mai entrata in vigore, e dava ai tedeschi più diritti democratici di quelli di cui godevano a quel tempo i sudditi delle monarchie liberali modello, quali la Gran Bretagna o il Belgio. Si può quindi parlare di una democratizzazione parziale della Germania nel XIX secolo o, riferita alla durata complessiva del Reich, di una democratizzazione che non andò di pari passo: il sistema elettorale fu democratizzato relativamente presto, il sistema di governo nel senso più stretto, con ritardo.