Rapidissima evoluzione dei media

I media sociali provocano profondi cambiamenti nel sistema dei media, nel modo di comunicare e nell’opinione pubblica
I media sociali provocano profondi cambiamenti nel sistema dei media, nel modo di comunicare e nell’opinione pubblica Malte Christians/dpa
La Germania ha un panorama di media a più voci, libertà dei media. La digitalizzazione provoca un profondo cambiamento strutturale.

In Germania la libertà di stampa e d’opinione è assicurata ad alto livello ed è un bene difeso dalla Costituzione. L’articolo 5 della Legge fondamentale recita: “Ognuno ha diritto di manifestare e diffondere liberamente il proprio pensiero con parole, scritti e immagini e di informarsi senza preclusione da fonti accessibili a tutti. (...) La censura non è ammessa.” Nel 2015 il „Press Freedom Index“ dell’Organizzazione non governativa „Reporter senza confini“ mette la Germania al dodicesimo posto tra 180 Paesi. Esiste la molteplicità delle opinioni come pure il pluralismo dell’informazione. La stampa non si trova nelle mani di governi o partiti, ma è sotto la responsabilità di aziende gestite privatamente: La radiodiffusione di diritto pubblico organizzata secondo il modello britannico (ARD, ZDF, Deutschlandfunk) come ente finanziato tramite canone, è la seconda colonna del panorama dei media basato sul principio duale di enti privati ed enti pubblici, che sostanzialmente esiste invariato fin dalla fondazione della Repubblica federale nel 1949. Le mittenti pubbliche devono mantenere la propria indipendenza politica ed economica. Dal 2015 il canone radiofonico mensile ammonta a 17,50 Euro. Dagli anni 1980 sono sul mercato molti enti radiofonici e televisivi privati che si finanziano solo con i proventi della pubblicità. Nel 2014 ogni famiglia poteva ricevere in media 78 emittenti televisive, in tutto ci sono quasi 400 programmi, comprese diverse offerte di televisione a pagamento. I più importanti notiziari televisivi sono “Tagesschau” e “Tagesthemen” nell’ARD, „heute“ e „heute journal“ nel ZDF e „RTL aktuell“. Solo a Berlino, che è uno dei 10 più importanti siti di media del mondo, lavorano 900 corrispondenti di 60 Paesi accreditati presso il Parlamento.

picture alliance/Moritz Vennemann

Fanno parte dell’eterogeneo panorama mediatico 329 quotidiani, nella maggioranza a diffusione regionale, 20 settimanali e 1590 riviste popolari (2014). Dopo la Cina, l’India, il Giappone e gli Stati Uniti d’America il mercato dei quotidiani della Germania occupa il quinto posto nel mondo. Per ogni giornata di pubblicazione vengono venduti 17,54 quotidiani e 5 milioni di settimanali e giornali domenicali (2014). I giornali più rinomati e i quotidiani a diffusione nazionale „Süddeutsche Zeitung“, „Frankfurter Allgemeine Zeitung“, „Die Welt“, „Die Zeit“, „taz“ e „Handelsblatt“, sono caratterizzati da ricerche investigative, analisi, informazioni specifiche ed esaurienti commenti. La rivista „Spiegel“/„Spiegel Online“ e il giornale popolare „Bild“ sono i media più citati.

Allo stesso tempo questo settore si trova in un profondo cambiamento strutturale. Oramai da 15 anni i quotidiani perdono regolarmente in media da 1,5 al 2 per cento delle loro tirature vendute. Raggiungono sempre meno i lettori più giovani e, a causa del persistente ribasso delle tirature e dei proventi dalla pubblicità, navigano tuttora in brutte acque. Nel frattempo oltre 100 giornali hanno reagito alla cultura del tutto gratis di Internet introducendo barriere a pagamento.

La digitalizzazione del mondo dei media, Internet, l’aumento dinamico di terminali mobili e il trionfo dei media sociali hanno profondamente cambiato il modo di consumare i media. 55,6 milioni di tedeschi oltre i 14 anni (79 per cento) viaggiano online. Nel 2014 ogni utente di Internet era online 
5,9 giorni alla settimana e trascorreva circa 166 minuti al giorno in rete; uno su due naviga tramite servizi mobili. Inoltre più della metà di tutti gli utenti di Internet sono membri di una Community privata. La rivoluzione digitale ha creato una nuova definizione di opinione pubblica, i media sociali e la bloggosfera sono lo specchio di una società aperta al dialogo, in cui ognuno può fungere da opinionista. Resta da vedere se i siti interattivi di assemblaggio in rete siano contemporaneamente la base di un giornalismo digitale sostenibile. In Germania, per esempio, si segue con attenzione lo sviluppo della rivista online “Krautreporter”, fondata nel 2014 come progetto finanziato da una Community (Crowdfunding).

Related content